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Ma ce ise, le tende di un cjamoc?

Nelle ore più calde di un sabato di inizio agosto una 206 arancione reghetto sporca di fango sloveno si ferma davanti alla base nasa di Villa Spring per caricare il Buganza e iniziare l’ennesima due giorni di alcol, pistoloni e cazzate a volontà. Meta la festa della birra di Villach, giunta alla (69 – 4)esima edizione.

Il Puma arriva già con un deciso ritardo che non fa presagire nulla di buono, come l’ingorgo che la comitiva incontra in autostrada dopo aver raccolto col cucchiaino il buon PhD che per l’attesa sotto il sole cominciava già a sciogliersi.

Uscita a Glemone per raccogliere letteralmente il Director che giace disteso sull’asfalto infuocato delle 3 del pomeriggio. E si va. Al Buganza tocca il posto del morto, scelta infelice visto che al ritorno gli toccherà invece star dietro al Puma e soprattutto a lato di un mortaio di grosso calibro del majanese…

Arrivo a Villach e si va di monta-ggio delle tende, prova che lascia già tutti con un rivolo di sudore sulla schiena che fa aumentare ancor di più la già impressionante sete. Ottima l’accoglienza dei numerosi furlani presenti a suon di bestemmie e volgarità. I quattro si sentono a casa.

Verso le sei del pomeriggio dunque viene fracassata la prima serie di villacher da mezzo sulle panche che un anno prima videro già protagonista il Puma dal reghetto facile. Il Director si imbatte subito in collega del cro di cui ci svela la grande produttività sul lavoro. E in vena di confessioni ci svela pure la sua di grande produttività, assurto da poche settimane al ruolo di statalone di merda.

Immancabile come ad ogni scampagnata del trio Puma-Buga-PhD l’incontro con qualche politico o  uomo di spettacolo: è il Buganza as usual ad intravedere tra i tavoli il moderato, ragionevole e mai sopra le righe (tra l’altro anche proprio un bell’uomo) governatore della Carinzia Jörg Haider. Il Puma, ignorando come sempre qualsiasi argomento che non inerisca all’alcol, al cibo, al metallo e ai videogiochi, reclama la sua prima dose di pistoloni che puntualmente arrivano. E’ il coronamento di un sogno per il felino, che non aspettava altro da una decina di giorni almeno…

Passano le ore, i pistoloni e i birroni, arriva pure un temporale e i quattro decidono di migrare verso altri lidi per assaggiare, guarda un pò che strano, altri pistoloni e altri birroni. Con tutto questo movimento scappa anche la piscia, il Director e il Buga si infilano in un vicoletto e danno sfogo alle loro necessità fisiologiche ma lesta si avvicina una coppietta di austriaci ignara di tutto. Il Buganza continua a pisciare addosso al muro, il Director continua a pisciare… correndo coll’idrante in funzione in direzione Puma che non sa più se ridere o piangere.

Si arriva alla zona ggiovane, ci si spara ancora qualche buona birretta e il Puma quasi si commuove a vedere quelle giostre che solo un anno fa l’avevano spinto in zona RR. A stento si riesce a trattenerlo dal riprovare. Non si sa bene per quale motivo il Director e il PhD vogliono a tutti i costi andare a cena (come non si fossero già ingozzati a sufficienza coi pistoloni) al ristorante greco, che notoriamente è una meta irrinunciabile per chi visita Villacco. Il Buganza con una tattica da ostruzionista navigato riesce a infrangere questi insani piani e passare direttamente ad un orribile kebab. Talmente orribile il kebab e talmente in grado di intendere e di volere il Buga che se ne spara non uno ma due salvo poi lamentarsi di quanto facessero cacare.

Tra una cazzata e un kebab, tra un pistolone e una birrona i quattro cominciano a sentire il peso e soprattutto il volume di quattro – cinque litrini di bevanda maltosa e si dirigono in tenda. Il puma in preda al tipico delirio da bevitore gamma, vuole per forza finire la serata facendosi derubare in un nightclub, ma la sua proposta finisce con un buon vaffanculo da parte degli altri tre. Quando la serata sembra aver dato ormai tutto, ecco la gag più gustosa.

Tutti dormono, il puma sonoramente russa, quando un folto gruppo di carnielli (erano in due, tre, ma facevano casino come dieci) si avvicina decisamente ubriaco, urlando e cantando. Il Buganza a questo punto si sveglia e comincia già a spazientirsi. Ad un certo punto il gruppetto di scalmanati si accorge chissà perché di una tenda dalla forma e dimensioni non consuete “cjale ce tende, ma ce ise le tende di un cjamoc?!?”. Solo queste parole sarebbero state sufficienti per far sbaccanare i quattro… Non contento uno degli invillinesi, pensando forse che dentro sta cazzo di tenda ci fosse veramente un camoscio si avvicina e guarda dentro a modi gabbia di zoo. Peccato che dentro la tenda ci fosse proprio il Buganza che a sto punto a rischio della vita, dato il noto equilibrio e ragionevolezza dei carnielli soprattutto quando ubriachi, sbotta in un “Avete finito di fare casino porco zio?!” dove ovviamente la z è stata aggiunta in fase di postproduzione. Il cjamoc di Udine ovest dev’essere stato ispirato dall’Onorevole Dove che ai tempi del Liceo aveva apostrofato un gruppo di facinorosi con un “Volete fare silenzio?!”. In un modo o nell’altro la situazione lentamente si va calmando, probabilmente perché i carnielli erano troppo occupati a montare alle tre di notte ciocchi disfatti una tenda a mezzo metro dal rubinetto usato regolarmente da decine di persone e circondato quindi da un bel laghetto. I migliori senza dubbio.

Verso le cinque del mattino il Puma si alza per una bella pisciata sulla portiera della sua macchina, ma non contento approfitta dell’occasione per bagnare la terra austriaca di reghetto fresco fresco. Così almeno lui dice. Sta di fatto che poi se ne ritorna quatto quatto in tenda tra i due ignari compagni di viaggio (il Buganza non per niente si era portato la tenda da cjamoz…). Ormai l’appuntamento col reghetto del puma a Villacco è una costante quanto la spalla fuoriposto del PhD che preso dall’alcol si dimentica che dovrebbe evitare di pogare e si esibisce invece in un ‘Puma turbocompresso’…

Risveglio verso le otto, e subito iniziano le ostilità. Il Puma esce dalla tenda appena in tempo prima che inizi il fuoco di artiglieria pesante tra il Director e il Cjamoc di Campoformido che risponde colpo su colpo. Il mortaio di Majano spara e dopo pochi minuti parte la rappresaglia dell’obice di Villa Primavera. E ad ogni colpo parte uno sbuffo marrone che si vede e soprattutto si sente da decine di metri. La cosa più simpatica comunque è che di questo campo di battaglia dall’esterno l’unico che si vede è proprio il Puma, completo di faccia da rincoglionito, in piedi davanti alla tenda dagli orribili odori, e molto probabilmente viene scambiato per l’autore di questo can(n)one a due voci. Il PhD rimane invece stranamente assopito durante il fragore della battaglia. Si ipotizza un coma farmacologico indotto.

Dopo un’oretta di bombardamenti a base di missili culo-culo i quattro riescono ad alzarsi e a smontare le tende oramai bucherellate e mezze bruciate, mentre la fiancata della 206 sembra quei cartelli stradali sforacchiati dai pallini dei cacciatori.

Niente di meglio per iniziare la giornata di un buon pistolone e birra grande per il Buganza e il Director, sì perché c’era il rischio che fossero finite le munizioni. Per sicurezza il secondo se ne spara due di birrozze per colazione e i risultati si vedono durante il tragitto. Non c’è aria condizionata che tenga, con un Director come una furia. Il buganza seduto dietro a gambe-lunghe-puma e in parte a culo-rotto-director già pensa alla tinta di capelli castana da acquistare appena arrivato a Udine per togliersi quei colpi di sole che gli erano comparsi in macchina. E così per un paio di ore da incubo ogni 10 – 15 minuti era necessario spalancare tutti i finestrini della piccola d’oltralpe per evitare che l’atmosfera diventasse esplosiva.

Si conclude così questa due giorni di beauty fart dei quattro sciagurati, che già hanno in programma la terza edizione del uikend da leoni nel lignanese. Protezione civile e nigros già in allerta…

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