Serata pievotta second edition
Tric, trac fur il madrac e il buganza si spara la seconda serata pievotta in una decina di giorni, questa volta non nella sede staccata (il pordenonese) ma direttamente nella tana del lupo, Roncade, a un tiro di schioppo dalla capitale universale di tutti i pievotti cioè a dire Treviso. La scusa stavolta un concertino blues col fido (bau, bau) puma, che tanto per cominciare gli fa subito la cresta sul biglietto.
Partenza fissata alle 18 di un freddo giovedì di marzo. Il buganza che in quanto a puntualità è secondo solo ad un orologio atomico (spento), alle 18.15 ancora in attesa del puma comincia già a sclerare temendo che quel ritardo possa compromettere l’importantissimo passaggio al supermercato e di conseguenza la tracannata proletaria che le sue finanze gli impongono.
Ad un certo punto vede arrivare il puma in sella ad una moto un pò troppo carenata. Ah no cazzo, è la 206 che su quattro f-anali anteriori tra posizione e ana(l)bbaglianti gliene va uno solo, tra l’altro quello dal lato destro, quindi un buon frontale per la serata è garantito. E via che il puma decide per l’elettrauto visto che il buganza rifiuta di smerdarsi le manine sante per cambiare le lampadine.
Com’è come non è, passati 20 euro e 20 minuti si riparte con doverosa tappa al super. 500 metri percorsi in un’ora tra contrattempi e ritardi, scene degne de Le comiche di Pozzetto e Villaggio, mancava solo che a metà strada il buganza si accorgesse di aver dimenticato il passaporto a casa, obbligatorio per entrare in pievotteria…
Recuperata mezza cassa di birre (12 latte da 33 cl, lo stretto necessario per non morire di sete) il Renato e il Paolo inforcano l’autostrada direzione il New Age Club, noto e rinomato locale gay della bassa trevisana(l). All’uscita di Marcon il buganza tre latte le ha già messe una vicino all’altra sul cruscotto della francesina. Puma preoccupatissimo di una replica delle gesta directoresche al casello, leggi rottazzo spaventoso in faccia al casellante. Ma in pievotteria i caselli sono tutti automatici per sua fortuna.
Si procede fino a che il navigatore del puma sentenzia che i due sono giunti a destinazione. Arrivati, scendono dall’auto e tirano gran pisciata. No, niente esibizionismo ma aperta campagna… (il giorno prima buganza: puma aggiorna le mappe del navigatore che in pievotteria nascono rotonde come funghi allucinogeni nel manzanese, la sera stessa buganza: ma porco beeep beeep beeep puma beeep beeep beeep, non ti avevo detto di aggiornare le mappe del navigatore porco beeep e porco beeep?!?).
In qualche modo si giunge e per non farsi notare i due si piazzano davanti all’ingresso in attesa tra distinto pubblico di mezza età, padri e madri di famiglia, giovani imprenditori rampanti, con birra in mano, sigaretta nell’altra e col buganza già con qualche problema deambulatorio dopo la quarta latta.
Comincia il concerto anche se il buganza per qualche attimo spera di essere rimbalzato dai buttafuori e di passare la serata in macchina a bere. Inizia l’Enrico Sardina, si può dire il tipo d’uomo a cui aspira ad assomigliare il puma sui 40 anni. Bella la musica, bellissima la sensazione quando i due scoprono che vanno 5 eurini per una birra media… Il sardinone non finisce più di suonare, il buganza sente i cactus crescere in gola. Finalmente finisce, e via alla 206 a far saltare qualche linguetta di alluminio.
Parte il secondo concerto, quello più importante, protagonista tale Giovanni Inverno, si può dire l’uomo che sarà il puma tra dieci – vent’anni massimo (a meno che non gli venga la malsana idea di fare dello sport [oltre al basket] o di buttar fuori dalla finestra 40 pollici e consolle), lineamenti da uomo centenario, capacità deambulatoria di un reduce della prima guerra mondiale, grinta da vendere comunque, questo forse stonerebbe col puma…
Tacciono le voci, finiscono i concerti, finiscono le birre, anzi no, giusto una per il viaggio di ritorno. La peciotta scivola nel buio della notte come scivola il piede sul piastro appena sfornato. Puma come al solito vigile e concentrato. Quanto un pesce del Lambro… Buganza in stato comatoso tra otto latte di birra a stomaco vuoto e overdose… di pievotti. Nonostante questo svolge fino in fondo il suo ruolo da navigatore: puma attento alla rotonda che rovescio la birra, puma abbassa il riscaldamento che mi si scalda la birra…
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