Giornata carniella 2nd edition
Della prima, agosto 2009, non c’è resoconto, di questa una cronistoria vale la pena. Occasione della trasferta una serie di concerti geeeezzz nella città di adozione della quinta A sperimentale, Comeglians, partecipanti il buganza e il kolleghan.
Ritrovo alle nove nella capitale friulana del vizio, Pasian di Prato, meta il lago Tarond, a quasi 2000 m.s.m.m., sopra Tualis per il primo concerto delle 11. Clio del Kolle, quella del nonno ovviamente, pronta alla battaglia. Buganza disperato per mancanza di borsa frigo mette solo 1.5 litri di birra in saccoccia, latte arrotolate in una maglia per farle durare fresche un pò di più (si vede che bazzica nell’ambiente termoteknico…). Isolante poco efficiente, si decide di sfurigarle al più presto. Alle 9.30, prima di Gemona, si sente nei pressi dell’autostrada il tipico ’stakk’ della linguetta che si apre.
Neanche il tempo di finire la birra e il buganza pensa di essere già imbriaco quando legge su un cartello luminoso ‘attenzione, mantenere la corsia di destra, autoveicolo contromano’. Invece il kolle conferma e nasce il sospetto che forse era meglio restare a dormire. I due comunque (dopo aver notato che non era un solo autoveicolo contromano ma tutti!…) sopravvivono e arrivano a Comeglians.
Concerti organizzati alla ‘filini’, questo benedetto lago Tarond è in culo al mondo, non si sa bene dove, si rafforza il sospetto di cui sopra… Dopo 15 km di tornanti col kolle ad un livello di tensione che neanche in una cabina dell’enel, si giunge ad una baita e poi via a piedi per via della strada sterrata. E qui il calvario continua, camminata di quasi un’ora per arrivare ai piedi dell’ultima salita verso il lago quando il sindaco di Comeglians, con cui i due a fine giornata sono pappa e ciccia confermando la tradizione di amicizie coi sindaci che kontano, annuncia che il concerto sta praticamente per finire. Il buganza sfrutta l’eco delle montagne carnielle per quadruplicare le bestemmie allo stesso prezzo. Ma così è andata, passato il nervoso, si stappano le due ultime birre proletarie. La foto testimonia come il kolleghan apprezzi la montagna. Si cerca un passaggio per il ritorno e lo si trova, una coppia di carnielli salva la vita ai due cittadinotti.
Ritorno a Comeglians, sagra minimale in mezzo al paese, via di frico per il buganza e di cinghiale per kolle, un toccasana all’una del pomeriggio con 30 gradi. Il kolle fa il bis col frico, il buganza no per lasciar spazio alle successive birre. La mini sagra di Comeglians merita, altro che sistema di ordinazioni computerizzato come quegli sboroni di carpacco, qui si va di foglietti colorati scritti a mano. Abbondano i personaggioni, tipo un bestione arrivato con un quad con bomber ‘treviso, sostenitore dal 1981′, che cazzo ci azzecchi con comeglians non si sa, ma i due amichetti si guardano bene dal dirgli in faccia che chi sostiene una città pievotta è notoriamente una checca.
Riposino sotto alcuni ombrelloni in attesa del concerto delle 4 poco lontano da lì. La sete e il caldo si fanno sentire e quindi prima che gli strumenti inizino ad emettere suoni, sono gli ’stapp’ delle bottiglie a farsi sentire. Il buganza si rende conto troppo tardi che per fare qualche foto ci vuole la mano ferma, troppo tardi perché il kolle lo anticipa con un’altra doppietta di birre. Bel concerto comunque, protagonista il sassofonista olandese della foto, quello che nel 2009 parlando col director si lamentava che montagne così ben illuminate dal sole non fossero foderate da rigogliose coltivazioni di dxxxa…
Altro concertino alle 6 in una chiesetta, per cui il buganza poco incline a bazzicare nei possedimenti dell’Oltretevere preferisce bersi un Tevere di birra. A quest’ora siamo sui 3 litri e si procede, mentre il kolle preferisce passare alla goccia di carnia. Comincia il torneo di briscola nella sagretta, nell’aria si sente già il profumo di rissa. Impagabile.
E poi via verso la pizzeria che vide protagonista il buon fabronsky coll’ormai mitico ‘la cameriera mi ha guardato’. Stessa pizzeria e stesso tavolo della scorsa edizione, manca purtroppo il director, di cui si ricordano le numerose weizen sfurigate ancora prima dell’arrivo delle pizze. Inclusa nel coperto la sfilata di avventori autoctoni fedeli all’usanza locale di iniziare, concludere e inframmezzare i dialoghi con crostoni da kilo. Se in Friuli le croste sono un’intercalare, in Carnia sono un prologo, un epilogo, un primo, un secondo, un caffè, un Amaro, un Ovaro.
Seccata pizza e birra si ritorna verso il ‘centro’ di Comeglians per l’ultimo concerto. Non prima di diversi passaggi al vicino e squallidissimo baretto. E qui si cambia. Tipo di birra. Sì perché la weizen non c’è. Dopo n-mila birre, altrettante stizze, numerose notizie dagli interni da davanti e da drio per la felicità del kolleghan, qualche aneddoto sui musicisti da parte del buon Vinicio da Cerneglons, i due si preparano al concerto. Il kolle seduto in ultima fila e il buganza in giro a far foto col suo Can(n)one, sivilotto bianco chiaro simbolo fallico. Che viene subito notato dall’amico sindaco che da buon politicante gli chiede una foto della sala gremitissima. Il buganza abituato a tali richieste si sega con le sue mani (eh eh…) ogni possibilità di entrare nell’amministrazione di comeglians con la classica frase ‘mi spiace non ho il flash’. Comunque su autorizzazione sindachesca si intrufola nel retropalco subendo sguardi alla ‘aho, ma chi cazzo è sto qua?!?’ da tutti i musicisti. Sta di fatto (eh eh…) che il concerto procede tra uno scatto e uno scatto al bar per seccamento birretta.
Concluso l’evento i due cittadinotti si dirigono verso l’amata pianura. Grande sorpresa del buganza quando il kolle lo apostrofa con un ‘andiamo a berci l’ultima da qualche parte?’. Il buganza dopo mille e mille e mille tentennamenti cede a malincuore. Capatina al B&B a Colloredo di Prato dove finalmente il kolleghan scopre il fascino del bar di paese più amato dai viziosoni di Pasian. Giunge il felino stangone e il buganza ne approfitta per l’ultima birra, ormai lanciato verso i cinque litrini mentre il suo compagno di giornata cede al disio di imbrandarsi. La bevuta iniziata alle 9 e mezzo di mattina si conclude all’una e 45 di notte…
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